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ReteIndaco: la biblioteca digitale meno conosciuta ma piena di sorprese

Quando si parla di prestito digitale nelle biblioteche italiane, la conversazione si concentra quasi sempre su una sola piattaforma: MLOL. È la più diffusa, la più recensita, la più raccontata. Esiste però una seconda grande piattaforma di biblioteca digitale, meno visibile ma altrettanto interessante — e per alcuni aspetti sorprendentemente più ricca: ReteIndaco. È attiva da anni, aderiscono oltre tremila biblioteche italiane sparse in diciannove regioni, e il suo catalogo supera due milioni e duecentomila risorse digitali, di cui più del novanta per cento sono gratuite.

Se hai la tessera di una biblioteca che aderisce a ReteIndaco (spesso anche in aggiunta a MLOL, molte biblioteche hanno entrambe), stai probabilmente ignorando un tesoro di contenuti a cui potresti accedere in pochi minuti. Vediamo di che si tratta.

Cos'è ReteIndaco

ReteIndaco è la biblioteca digitale sviluppata da Sebina, una delle due società italiane storiche del software gestionale per biblioteche (l'altra, per completezza, è Comperio, che sviluppa i portali usati da molte biblioteche in tutta Italia). L'idea alla base di ReteIndaco è diversa da quella di MLOL: mentre MLOL nasce come piattaforma di prestito digitale "commerciale", con un catalogo di titoli acquistati dalle biblioteche presso gli editori, ReteIndaco parte dal catalogo del bibliotecario ed estende l'esperienza al digitale.

Cosa significa in pratica: se la tua biblioteca usa Sebina come gestionale, le risorse di ReteIndaco appaiono direttamente nel catalogo bibliotecario, insieme ai libri fisici. Cerchi "Verga" e trovi contemporaneamente il volume cartaceo che puoi prenotare in sede e l'ebook che puoi scaricare adesso. È un'integrazione più fluida di quanto MLOL offra oggi, e per molti bibliotecari è la ragione principale per scegliere questa piattaforma.

Cosa contiene davvero il catalogo

Qui è dove ReteIndaco riserva le sorprese più belle. Al di là degli ebook (che ci sono, sia commerciali che gratuiti), il catalogo include categorie che su MLOL sono meno sviluppate o del tutto assenti:

  • Audiolibri, con una buona selezione di classici e alcune produzioni indipendenti
  • Film in streaming, gratuiti e senza limitazioni d'uso, con una selezione ricavata da Internet Archive, OpenArchive e altri archivi (compreso il celebre Archivio Prelinger di film di pubblico dominio americani)
  • Musica in streaming, tra cui la Naxos Music Library per la classica e il jazz
  • Corsi di lingue completi in streaming — inglese, francese, tedesco, spagnolo — utilizzabili senza limiti
  • Dizionari online, monolingue e bilingue
  • Videogiochi selezionati, alcuni con valore didattico o culturale
  • Lezioni universitarie, articoli scientifici open access, banche dati specializzate
  • Collezioni tematiche curate — per esempio la David Niven Jazz Collection, o gli oltre quattrocento libri d'arte digitalizzati dal Metropolitan Museum di New York, accessibili gratuitamente

È un mix eterogeneo e a tratti spiazzante. Non è la stessa esperienza di aprire Netflix o Spotify — è più simile a quella di entrare in una biblioteca vera, dove accanto ai libri trovi anche l'emeroteca, la sezione multimediale, gli archivi speciali. Molte di queste risorse sono selezionate manualmente dai bibliotecari, non aggregate automaticamente da algoritmi, e questo si sente nella qualità della scelta.

Come funziona il prestito

Per accedere a ReteIndaco servono le credenziali della tua biblioteca (utente e password, gli stessi che usi per il resto dei servizi). L'accesso avviene attraverso il portale della biblioteca del tuo comune o sistema bibliotecario — non c'è un'app "ReteIndaco" a marchio autonomo, come è invece MLOL Reader.

Il prestito degli ebook commerciali segue il modello classico del digital lending: quattordici giorni di lettura con protezione DRM Adobe, un utente per copia, prenotazione per titoli occupati. Il numero di prestiti mensili varia da biblioteca a biblioteca. Per leggere questi ebook serve installare una volta sola Adobe Digital Editions sul computer o un'app compatibile su tablet o telefono (Aldiko, PocketBook, BlueFire). È un passaggio tecnico un po' antiquato ma si fa in venti minuti, e dopo la prima configurazione funziona in modo automatico.

Per tutto il resto — film, musica, corsi, dizionari, banche dati — di solito basta un semplice login e si consulta in streaming, senza scaricare nulla e senza scadenze. È qui che ReteIndaco brilla: la vera ricchezza della piattaforma non sono gli ebook commerciali (dove MLOL è più forte), ma il vastissimo repertorio di risorse gratuite e permanenti che puoi consultare quante volte vuoi.

I limiti da conoscere

Onestà: ReteIndaco ha diversi limiti reali, e vale la pena metterli in chiaro.

Il primo, il più evidente: il sito vetrina di ReteIndaco appare abbandonato. Il blog istituzionale non è aggiornato da anni, la grafica è quella dei primi anni Duemila, e chi arriva sul portale principale può avere l'impressione di un progetto morto. Non lo è — la piattaforma continua ad aggiungere risorse, i cataloghi si aggiornano, le biblioteche aderenti crescono — ma la comunicazione istituzionale è ferma. Un difetto di immagine importante, che probabilmente spiega perché la piattaforma sia meno conosciuta di MLOL nonostante numeri comparabili.

Il secondo limite: non c'è un'app dedicata. MLOL negli ultimi due anni ha investito molto sulla propria app di lettura (MLOL Reader) rendendo l'esperienza più fluida. ReteIndaco continua a dipendere da app di terze parti per la lettura degli ebook con DRM. Funziona, ma richiede più passaggi.

Il terzo limite: il catalogo di ebook commerciali contemporanei è mediamente meno ricco di quello di MLOL. Se cerchi il romanzo appena uscito dell'autore italiano del momento, hai più probabilità di trovarlo su MLOL. Se invece cerchi un classico, un saggio, o materiali multimediali particolari, ReteIndaco spesso pareggia o supera il concorrente.

Il quarto limite riguarda la diffusione geografica: ReteIndaco è presente in molte regioni italiane ma non in tutte, e la sua distribuzione è meno omogenea di quella di MLOL. Prima di considerarla come opzione, vale la pena verificare se la tua biblioteca vi aderisce.

Come capire se la tua biblioteca aderisce

Il modo più semplice è guardare il sito della tua biblioteca comunale, nella sezione "biblioteca digitale" o "servizi online". Se trovi menzionato ReteIndaco, sei fortunato. Se trovi solo MLOL, non c'è modo di accedere a ReteIndaco a titolo personale — le due piattaforme sono riservate agli utenti di biblioteche aderenti. Non esiste un abbonamento individuale.

In alternativa, puoi consultare direttamente l'elenco delle biblioteche aderenti sul sito ufficiale.

A chi consigliarlo

ReteIndaco è particolarmente prezioso per chi ha interessi eterogenei e non solo librari. Se ti piace ascoltare musica classica o jazz, se guardi volentieri film di dominio pubblico o cinema d'archivio, se stai studiando una lingua straniera e cerchi materiali gratuiti, se vuoi accedere a banche dati specializzate, se ti interessano collezioni curate come i libri d'arte del Metropolitan Museum — ReteIndaco ti offre più di quanto immagineresti. Per il solo ebook di narrativa contemporanea, MLOL rimane più forte.

Il consiglio pratico più utile che possiamo dare a chi ha entrambe le piattaforme a disposizione è di usarle in modo complementare: ReteIndaco per esplorare, MLOL per leggere le novità. Chi ha solo una delle due, comunque, ha tra le mani molto più di quello che probabilmente sta usando.

Se non l'hai mai aperta, prova a chiedere in biblioteca — spesso ReteIndaco è nascosta dietro un menu poco visibile del portale bibliotecario, e molti utenti la ignorano solo perché non sanno che esiste. Il paradosso è tipicamente italiano: un servizio pubblico eccellente, ricco, gratuito, e quasi invisibile.

Per chi vuole approfondire il funzionamento generale del prestito digitale nelle biblioteche italiane, abbiamo scritto una guida completa dedicata a MLOL e ReteIndaco.