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Portare i bambini in biblioteca: una guida per genitori (anche riluttanti)

Un genitore che non frequenta la biblioteca da anni ha di solito un pregiudizio doppio: pensa che la biblioteca sia un posto noioso per un bambino, e teme che il bambino sia troppo rumoroso per la biblioteca. Entrambi i pregiudizi sono comprensibili — vengono da un'immagine ferma nel tempo, quella delle sale di lettura silenziose con la bibliotecaria che zittisce — e, di solito, sono entrambi sbagliati.

Le sezioni ragazzi delle biblioteche italiane negli ultimi vent'anni sono cambiate radicalmente. Sono diventate posti pensati apposta per i bambini: colorati, accoglienti, arredati con tappeti e cuscini, con angoli morbidi per sedersi in terra e sfogliare libri. Il rumore fisiologico dei bambini piccoli non è un problema, e nessuno vi guarderà male se vostro figlio ride un po' troppo forte davanti a un albo illustrato divertente.

In questo articolo proviamo a raccontarvi cosa aspettarvi davvero, da che età si può cominciare, cosa si trova e come funziona la tessera. Se non ci siete mai stati con vostro figlio, e state pensando che forse è il momento, la risposta è sì: probabilmente è proprio il momento.

Da quanti mesi (o anni) si può cominciare

La risposta breve è: da subito. Non c'è un'età minima ufficiale per portare un bambino in biblioteca, e non c'è nemmeno un'età minima per iniziare a leggergli ad alta voce. Le ricerche degli ultimi anni sono piuttosto convergenti su questo punto: leggere a un bambino piccolissimo — anche di pochi mesi — non serve a insegnargli qualcosa in senso stretto, ma ad abituare il suo cervello al ritmo della lingua e ad associare la voce dei genitori a un'esperienza calda e piacevole.

Il riferimento italiano su questo tema è il programma Nati per Leggere, promosso dall'Associazione Italiana Biblioteche, dall'Associazione Culturale Pediatri e dal Centro per la Salute del Bambino. Nati per Leggere raccomanda la lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita e ha attivato in tutta Italia una rete di biblioteche, pediatri e volontari che organizzano incontri gratuiti per neogenitori. In molte biblioteche comunali trovate consulenze su come scegliere i primi libri, letture per neonati (sì, esistono davvero e funzionano) e piccoli momenti di gruppo per famiglie con bambini sotto i tre anni.

Se il vostro bambino ha meno di un anno e vi state chiedendo se non sia troppo presto per entrare in biblioteca, la risposta è che siete nel momento perfetto. Da grandi il vostro sforzo per abituarli sarà molto maggiore.

Cosa trova un bambino in una biblioteca oggi

La sezione ragazzi di una biblioteca comunale ben tenuta è organizzata per fasce d'età, con arredi bassi pensati per essere raggiunti dai bambini in autonomia. Nella pratica troverete:

  • 0-3 anni: libri di stoffa, di cartone, tattili, con figure grandi e semplici. Sono libri progettati per essere mordicchiati, sfogliati con le mani ancora imprecise, guardati più che letti.
  • 3-6 anni: albi illustrati, i grandi classici della letteratura per l'infanzia (Sendak, Lionni, Munari, Altan), storie brevi da leggere insieme.
  • 6-9 anni: primi libri di lettura autonoma, con capitoli corti e illustrazioni ancora abbondanti.
  • 9-12 anni: romanzi per ragazzi veri e propri, fantasy, avventura, primi saggi divulgativi.
  • Adolescenti: young adult, graphic novel, fumetti, saggistica accessibile.

Oltre ai libri, in molte biblioteche trovate anche riviste per bambini, DVD e film, giochi da tavolo, kit didattici, e in alcune biblioteche più grandi anche videogiochi selezionati per fascia d'età. Quasi ovunque c'è un angolo dedicato alla lettura ad alta voce — un tappeto con cuscini, o un piccolo palco basso — dove i bibliotecari o i volontari fanno letture pubbliche settimanali.

Eventi e attività per bambini

Le biblioteche pubbliche sono tra i luoghi più attivi in Italia per quanto riguarda l'offerta gratuita di attività culturali per bambini. Nelle biblioteche di medie e grandi dimensioni trovate:

  • Letture ad alta voce settimanali, di solito divise per fasce d'età, gratuite e spesso senza prenotazione.
  • Laboratori di illustrazione, di costruzione libri, di lettura animata.
  • Incontri con illustratori e autori di libri per ragazzi.
  • Compleanni in biblioteca: alcune biblioteche mettono a disposizione uno spazio per feste di compleanno a tema letterario, gratis o a costo simbolico.
  • Corsi di scrittura creativa per bambini più grandi e adolescenti.

Il modo più semplice per scoprire cosa organizza la vostra biblioteca è iscriversi alla newsletter dal sito, oppure seguire la pagina Facebook della biblioteca o del sistema bibliotecario del vostro Comune. Molti eventi si sanno solo così, perché la comunicazione istituzionale è spesso migliorabile.

La tessera per i minori

La tessera bibliotecaria per un minore si fa allo sportello, in cinque minuti, con la carta d'identità del genitore e il codice fiscale del bambino (o la sua carta d'identità, se ne ha già una). Serve la firma di un genitore che autorizza. È gratuita, come per gli adulti.

Un dettaglio pratico: il numero di prestiti mensili per i minori è spesso pari o superiore a quello degli adulti — le biblioteche sanno che i libri per bambini si leggono molto in fretta, e che un bambino appassionato può divorare cinque albi illustrati in un pomeriggio.

Un piccolo consiglio personale: prendete la tessera anche a un bambino di quattro anni, anche se non sa ancora leggere. Averla "come quella della mamma" o "come quella del papà" è un piccolo rituale che alimenta il senso di appartenenza. Un bambino con la sua tessera personale, che porge al bibliotecario per farla passare al lettore, si sente grande. E il legame con quel luogo comincia da lì.

Prestito digitale anche per i bambini

Le piattaforme di prestito digitale a cui aderisce la vostra biblioteca offrono anche una sezione ragazzi, con ebook per tutte le fasce d'età e — soprattutto — audiolibri. Gli audiolibri per bambini sono una risorsa preziosissima e sottovalutata: perfetti per i viaggi in macchina, per i pomeriggi in cui non si riesce a passare in biblioteca, per le sere in cui il bambino chiede una storia ma il genitore è troppo stanco per leggere.

Un uso meno ovvio ma molto utile: molte piattaforme includono ebook e audiolibri in inglese e in altre lingue, risorsa preziosa per famiglie bilingui o per bambini che stanno imparando una lingua straniera a scuola.

Cosa aspettarsi al primo ingresso

Se non ci siete mai stati con vostro figlio, la prima volta è un piccolo evento. Vale la pena raccontarvi come funziona di solito, così arrivate preparati.

Il bambino piccolo, appena entrato in sezione ragazzi, di solito è disorientato per i primi cinque minuti. Non sa dove guardare, si aggrappa al genitore, osserva. Poi, a un certo punto — dipende dal carattere, può succedere dopo tre minuti o dopo un quarto d'ora — comincia a esplorare da solo. Va verso uno scaffale, tira giù un libro (probabilmente non quello giusto per la sua età, ma non importa), lo sfoglia. Si siede sul tappeto. Ne prende un altro. È il momento in cui si capisce che il gioco funziona.

Se il bambino è molto piccolo e piange, nessuno vi guarderà male in sezione ragazzi. Se dovesse essere davvero fuori controllo — capita, sono bambini — i bibliotecari sono persone preparate e cortesi: al massimo vi suggeriranno con un sorriso di riprovare in un altro momento. Nessuno vi farà sentire in colpa.

Un consiglio importante per la prima volta: non ponetevi l'obiettivo di prendere qualcosa in prestito. Andate senza aspettative. Sfogliate libri seduti sul tappeto, sentite una lettura ad alta voce se capita di essere lì al momento giusto, uscite anche senza portare nulla a casa. La tessera si può fare la volta dopo. La prima visita serve solo a far vedere al bambino che quel posto esiste, che è bello, e che ci si può stare.

Perché farlo davvero

Portare un bambino in biblioteca è uno di quei gesti apparentemente piccoli che hanno ricadute lunghe, spesso invisibili sul momento. Non serve avere l'ambizione di crescere un futuro appassionato di letteratura, né un bambino che a otto anni leggerà i romanzi di Calvino. Basta un obiettivo molto più modesto: che il vostro bambino associ il libro a un contesto piacevole, e che l'atto di entrare in un luogo pubblico dedicato alla lettura gli sembri normale, quotidiano, non intimidatorio.

Questo è già moltissimo. È il presupposto perché, a diciotto anni, o a trentacinque, o a cinquanta, quel bambino diventato adulto possa considerare il libro come un'opzione naturale nella sua vita, e non come qualcosa di estraneo appartenente a un mondo che non è il suo. Nessuno di noi ricorda esattamente quando ha imparato a nuotare o ad andare in bicicletta, ma qualcuno ce lo ha insegnato in un momento preciso della nostra infanzia. Con la lettura funziona così.

Come cominciare

Non serve altro che una carta d'identità e mezz'ora di tempo. Se non sapete qual è la biblioteca comunale più vicina a casa vostra, nel nostro archivio trovate tutte le biblioteche italiane organizzate per regione e provincia. Cercate la vostra, guardate se c'è una sezione ragazzi, controllate gli orari (molte biblioteche hanno orari dedicati con letture per bambini nei fine settimana o al pomeriggio) e andateci.

La tessera si fa in cinque minuti. È gratuita. E vostro figlio, tra qualche anno, potrebbe raccontarvi che il suo libro preferito lo ha scoperto proprio quel giorno.